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In Svizzera il vento politico soffia verso destra, in direzione di un popolo profondamente anti-Europeo. A nulla sono valsi gli sforzi a sinistra del partito socialista che nonostante si mantenga secondo partito di forza, perde in modo consistente terreno a vantaggio del miglioramento centrista del partito democristiano.
Il partito Udc svizzero (Unione democratica di centro) ottiene il 29% (+2,3% sul 2003), il partito socialista scende al 19,5% (-3,8%), il partito liberal-radicale cala al 15,6% (-1,7%), il partito democristiano sale al 14,6% (+0,2%), i verdi ottengono un buon risultato con il 9,6% (+1,7%).
Negli ultimi anni anche la Svizzera ha sentito pesantemente le problematiche sociali dell'mmigrazione e della sicurezza nazionale. Problemi che con il tempo hanno domandato un'azione molto più radicale e decisa da parte dei governanti. Su questi fattori si è centrata la campagna elettorale della destra populista, che ha portato alla vittoria del partito il cui leader è l'attuale ministro di Giustizia e Polizia Christoph Blocher (dati 2007).
L'ago della bilancia si concentra quindi verso destra nonostante le accuse xenofobe e razziste mosse al partito Udc che è riuscito ad ampliare i propri consensi. Così come li hanno ampliati i Verdi che che hanno avuto successo nel sottolineare le problematiche legate a temi ambientali. Ora si dovrà aspettare il calcolo finale dei seggi nel Consiglio Nazionale e nel Consiglio dei Cantoni, le principali Istituzioni politiche svizzere. Anche se non si prevvedono profondi mutamenti nell'equilibrio politico, in Svizzera si conferma una direzione popolare sempre più di destra e sempre più lontana dai meccanismi della Unione Europea. |