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La condizione femminile in Svizzera si è evoluta molto lentamente rispetto ad altri paesi occidentali e la parità tra uomini e donne è una conquista recente, sancita dalla costituzione solo nel 1981. Le donne svizzere sono state le ultime in Europa (ad eccezione del Liechtenstein) ad ottenere il diritto di voto, nel 1971, nonostante la Svizzera sia una delle più antiche democrazie al mondo. Pensate che in alcune regioni dell?Appenzeller alle donne non era consentito prendere parte alle elezioni comunali fino al 1990! Alcuni dati pubblicati nel 2005 dal World Economic Forum relativi alle differenze uomo?donna, pongono la Svizzera al 34° posto in una classifica costituita da 58 paesi, dopo Scandinavia, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Per quanto riguarda la tutela della maternità solo nel 2004, dopo ben 4 opposizioni, è stato legalmente riconosciuto il diritto al congedo retribuito per le donne lavoratrici, già previsto dalla costituzione del 1945, mentre nulla è cambiato per le donne che non lavorano, alle quali non è riconosciuto alcun sussidio. Grosse differenze continuano a permanere sul piano professionale tra uomini e donne, in genere meno retribuite dei colleghi maschi a parità di qualifiche e posizioni occupate in azienda. Circa un quarto degli svizzeri prestano la propria opera volontaria all?interno di associazioni filantropiche e caritatevoli, associazioni pubbliche, politiche ecc. In genere si riscontra una prevalenza maschile nelle associazioni sportive e culturali, nei pubblici servizi e negli enti politici, mentre le donne sono più numerose nelle associazioni religiose e caritatevoli. Sono quasi sempre le donne a farsi carico nel contesto familiare della cura di bambini e degli anziani o nell'aiuto alle persone in difficoltà. Eppure la Svizzera si è mostrata all?avanguardia rispetto ad altre nazioni, quando nel 1999 ha eletto un presidente donna, la signora Ruth Dreifuss, primo presidente ebreo del paese. Davvero strane contraddizioni?. |