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Forse può apparire bizzarro però non siamo molto lontani dal vero quando affermiamo che la politica estera della Svizzera negli ultimi cinque secoli è stata ispirata dal consiglio (saggio?) di frate Nicola da Flue, divenuto in seguito protettore del paese, che nel 1441 raccomandava ai compatrioti confederati. "Non immischiatevi nelle questioni straniere". La Svizzera sembra abbia accolto questo consiglio, dato che è neutrale dal 1515, anno della sconfitta della battaglia di Marignano. La neutralità svizzera ha radici più profonde di quella degli altri principali stati neutrali d'Europa, come la Svezia (1815), l'Irlanda (1921), la Finlandia (1948) e l'Austria (1955). Inizialmente è stata una scelta di ripiego ma nel corso dei secoli essa ha prodotto effetti benefici tali tanto da radicarsi profondamente nella coscienza del popolo svizzero. Non ha solo protetto la Svizzera dalle guerre ma ha anche evitato che il paese si dividesse quando, in occasione di qualche conflitto, le sue comunità linguistiche avrebbero potuto essere tentate di parteggiare per belligeranti opposti.
La neutralità ha assicurato l?indipendenza della Svizzera e l?inviolabilità del suo territorio. Dal canto suo, il paese si è sempre impegnato a non partecipare alle guerre tra altri Stati. Questo status è stato ufficialmente riconosciuto nel 1815 a Parigi dalle potenze europee che avevano sconfitto Napoleone. I diritti e i doveri dei paesi neutrali in tempo di guerra furono stabiliti dalla comunità internazionale nel 1907 nelle Convenzioni dell?Aja. In tempo di pace gli stati neutrali definiscono in maniera autonoma le proprie regole ed è sottintesa la non adesione a blocchi militari come ad esempio la NATO Proprio per la sua neutralità la Svizzera ricopre un ruolo di mediatrice nelle questioni di carattere internazionale. E? stata la sede dei negoziati di pace tra colombiani ed indonesiani e delle trattative portate avanti per risolvere il problema della divisione di Cipro. Ha poi avuto il delicato incarico di rappresentante diplomatico tra nazioni che hanno interrotto qualunque rapporto. Per esempio alla Svizzera oggi spetta il compito di curare gli interessi degli Stati Uniti a Cuba e in Iran, e viceversa, gli interessi dei cubani negli USA. Spesso è stata scelta come luogo d'incontri e di simposi che, per la natura particolarmente complessa, era preferibile si svolgessero su un terreno neutrale. A Ginevra nel 1985 si tenne il primo storico incontro tra il leader sovietico Gorbaciov e l?americano Reagan e nel 2000 quello tra il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ed il presidente siriano Assad. Ginevra oggi rappresenta «la capitale internazionale della Svizzera», nella quale hanno sede circa 200 organizzazioni internazionali e le delegazioni diplomatiche di più di 170 paesi. Ospita fra le altre la sede europea delle Nazioni Unite e la sede mondiale della Croce Rossa Internazionale. Si contano davvero sulla punta delle dita le città al mondo che possono vantare un così alto numero di conferenze e congressi. La neutralità non è né un ostacolo a partecipare a sanzioni economiche né ad organizzazioni di carattere internazionale come le Nazioni Unite (ONU) o l?Unione europea (UE). E? consentito dalla convenzione anche l?impegno militare in operazioni di pace che siano autorizzate dall?ONU o dalle parti in conflitto. Infatti le truppe armate svizzere hanno raggiunto il Kosovo in missione di pace nell'ottobre 2002. Per quanto riguarda invece la partecipazione della Svizzera alla NATO nel 1996 il Governo Federale ha stretto un parternariato per la pace con la NATO, sottolineando di essere spinta in questa azione dall?intento esclusivo di promuovere la pace e la sicurezza tra le nazioni ma riservandosi il diritto di ritirarsi qualora ritenesse a rischio la propria neutralità. Questo tuttavia non ha implicato l?adesione della Svizzera alla NATO. |