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La vicinanza territoriale e linguistica della Svizzera ci ha sempre portato a considerazioni più o meno immediate: trovare un lavoro stagionale o permanente al di là del confine. La motivazione di un trasferimento lavorativo è sempre stata alimentata dall'efficienza amministrativa e burocratica del mercato del lavoro svizzero, non fosse altro per gli stipendi che in Svizzera hanno avuto spesso fama di essere tra i più alti al mondo.
Nel XXI secolo il mercato del lavoro del Paese si propone con una vasta regolamentazione legislativa, che riflette la politica protezionistica generale della nazione. Noto è infatti il tradizionale sistema di 'quote' previsto dai cantoni svizzeri al rilascio di autorizzazioni e concessioni. Detto questo, trovare un lavoro non è né impossibile né difficile. Dipende spesso dalle capacità linguistiche (compresa la conoscenza dell'inglese e di almeno una delle lingue ufficiali, oltre l'italiano), professionali e naturalmente, caratteriali dell'individuo. I recenti dati statistici parlano infatti di un buon 20% di lavoratori stranieri in Svizzera, fattore che siamo sicuri contribuisce ulteriormente allo sviluppo dell'economia nazionale.
Come è noto, nonostante la Svizzera non sia parte della grande famiglia dell'Unione Europea, sono previsiti degli accordi bilaterali tra Svizzera e UE sul movimento delle persone: Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e UE, norme che disciplinano la circolazione delle persone nella Convenzione AELS (Associazione Europea Libero Scambio), Protocollo relativo all'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (norme transitorie UE); ne consegue che i cittadini europei non hanno più bisogno del permesso di lavoro in Svizzera e possono cercare lavoro per sei mesi senza bisogno di un permesso di soggiorno. Si nota che alle nuove nazioni recentemente entrate nella UE si applicano le restrizioni relative alle norme transitorie in materia. Con l'ampliamento del mercato lavorativo svizzero ai cittadini UE si è avuto d'altra parte il rigidimento delle norme relative al lavoratore extra-europeo, il quale si è visto diminuire diverse possibilità prima esistenti.
I settori lavorativi sono vari, tra tutti quello finanziario e turistico sono trainanti. Un discorso a parte merita il mercato lavorativo delle Organizzazioni Internazionali, che come è noto sono numerose. Da un punto di vista di incontro tra domanda e offerta di lavoro, secondo un recente sondaggio svolto dalla Segreteria di Stato dell'economia SECO, il tasso di disoccupazione svizzero è diminuito dal 2,6% nel mese di agosto 2007 al 2,5% nel mese di settembre dello stesso anno. Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il numero di disoccupati è sceso notevolmente. D'altra parte le persone in cerca d'impiego ufficializzate in Svizzera sono anch'esse diminuite rispetto al mese di agosto dell'anno precedente. Nel 2010 la tendenza ha seguito la crisi economica globale e il tasso di disoccupazione è passato al 3,8%-4% durante i mesi pre-estivi. |