 La Svizzera nel 1997 ha sottoscritto insieme ad altre nazioni il Protocollo di Kyoto, con il quale si è impegnata a ridurre entro il 2010 le proprie emissioni di gas serra dell'8%, rispetto ai livelli registrati nel 1990. Per raggiungere l'obiettivo, il Parlamento Svizzero nel 2000 ha approvato la legge sul CO2 che, oltre ad una serie di provvedimenti volontari, ha consentito al Governo Federale l?applicazione di una tassa sul CO2, laddove i provvedimenti volontari non consentissero di conseguire gli obiettivi fissati per il 2010. Si tratta di un valido provvedimento che viene interamente restituito alla popolazione e all'economia nazionale sotto varie forme, ad esempio attraverso il finanziamento dell'AVS o con una riduzione dei premi della cassa malati. Con i provvedimenti volontari la Svizzera non riesce a tenere sotto controllo le sue emissioni di CO2 ed è quindi ancora lontana dalla meta. Uno dei problemi più gravi è quello dell?inquinamento atmosferico prodotto dalle emissioni nocive dei veicoli. I cambiamenti climatici rappresentano un grave pericolo per tutto il paese ma soprattutto per le zone alpine e montuose, caratterizzate da ecosistemi particolarmente vulnerabili sul piano dell?inquinamento atmosferico e sui suoi possibili devastanti effetti sui ghiacciai. Nella primavera del 2005, il Consiglio federale ha approvato la tassa sul CO2 applicata ai combustibili (olio, carbone e gas) e la riscossione, da parte del settore privato, di un "centesimo sul clima". Tuttavia mentre quest?ultimo provvedimento è entrato in vigore nell?ottobre del 2005, per la tassa sui combustibili il Parlamento ne ha deciso un?introduzione graduale a partire dal gennaio del 2008. Per quanto riguarda il "centesimo per il clima" (per la precisione 1,5 centesimi prelevati per ciascun litro di benzina e diesel) il denaro viene gestito da una Fondazione che acquista certificati d'emissione di CO2 all'estero. I soldi rimanenti serviranno a costituire dei fondi per sostenere progetti di tutela del clima in Svizzera. Entro il 2007 la Fondazione deve dimostrare tramite un business plan, l'analisi dell'efficacia delle misure adottate e il rapporto di gestione di essere in grado di ridurre, nel periodo 2008-2012 , le emissioni di CO2 di almeno 1,8 milioni di tonnellate ogni anno. |